Barbara Fickert è cieca. Eppure la si incontra regolarmente al cinema, per vivere gli ultimi film usciti. In questa intervista racconta del suo blog, del suo impegno e del suo amore per il cinema.
Barbara Fickert ama i film. E come ogni cinefilo va volentieri al cinema. Per poter «vedere» i film, però, il suo smartphone è un compagno indispensabile. Perché Barbara Fickert è cieca. Con l'app
«GRETA» ascolta ciò che non può vedere: per molti film può scaricare in anticipo la versione audiodescritta e farla riprodurre automaticamente in sincrono con il film. Grazie a questa forma di accessibilità a Barbara è venuta l'idea di raccontare le sue esperienze al cinema e condividerle nel suo blog chiamato
«Blindgängerin» . L'anno scorso ha fondato inoltre la «Kinoblindgänger gemeinnützige GmbH», che si pone l'obiettivo di promuovere proprio questa forma speciale di accessibilità: la creazione di audiodescrizioni per film per cui altrimenti nessuno produrrebbe una versione audiodescritta.
Barbara, sei cieca, ma vai volentieri al cinema. Ad alcuni potrà sembrare strano, all'inizio… Quando avevo dieci anni la mia famiglia comprò un televisore. Non riuscivo a distinguere molto, perché avevo solo un piccolo residuo visivo, ma mi piaceva comunque guardare la TV insieme alla mia famiglia. Più o meno alla stessa età andai per la prima volta al cinema. Mi entusiasmai subito per la luce chiara e intensa dello schermo e per l'acustica particolare della sala buia. E proprio questo entusiasmo è durato fino a oggi!
Puoi raccontarci brevemente quali possibilità hanno le persone cieche per vivere al cinema le versioni audiodescritte?Le persone cieche hanno fondamentalmente due possibilità per godersi il cinema. Da un lato ci sono sale dotate di una tecnologia speciale che offrono audiodescrizioni e sottotitoli, ma purtroppo finora sono decisamente troppo poche. Dall'altro c'è l'app «GRETA», accessibile a tutti. Basta scaricarla a casa sul proprio smartphone, scegliere un film dal database e andare nel cinema che si preferisce.
Nel tuo blog scrivi anche dei film che vedi al cinema...
Un giorno – come spesso accade – ho preso un taxi per andare al cinema. Dopo un po' il tassista mi ha chiesto se facessi solo finta di essere cieca. Gli ho chiesto, sbalordita, come gli fosse venuto in mente. La sua risposta: «Certa gente ha delle fissazioni». Semplicemente non riusciva a immaginare che anche chi non vede vada al cinema. Da quell'esperienza così significativa mi impegno a sensibilizzare il mondo dei vedenti e perché anche le persone cieche possano divertirsi al cinema.
Nel luglio 2014 ho avuto l'occasione di scrivere un resoconto sull'uso di GRETA per la rivista «Sichtweisen» (allora ancora «Gegenwart»). L'ho fatto naturalmente con grande piacere – ed è nato così anche il mio primo articolo, sul film «Non sposate le mie figlie!». Scrivere del film mi è piaciuto incredibilmente ed è stato più facile del previsto, tanto che un'amica mi ha detto che dovevo semplicemente continuare!
E così a gennaio 2015 ho iniziato a raccontare regolarmente nel mio blog le mie serate al cinema. E ancora oggi mi diverto esattamente come allora.
Da qualche tempo lavori come regista nelle produzioni di audiodescrizioni di speaker-search. Com'è nata questa collaborazione?Uno dei miei grandi desideri era diventare audiodescrittrice. Ho mandato davvero tantissime candidature, ma purtroppo da quasi tutti gli audiodescrittori ricevevo solo rifiuti o vaghe promesse. Eppure volevo soltanto «fare la mosca sul muro».
Ad agosto 2015 Seneit Debese è venuta a sapere di questa situazione e mi ha consigliato di chiamare speaker-search, dicendo che erano persone molto simpatiche. Non me lo sono fatta ripetere due volte: ho chiamato e al telefono c'era subito Jörn. Era aperto ed entusiasta della mia idea di assistere a una registrazione e mi ha detto che si sarebbe fatto sentire. Per la prima volta ho avuto la sensazione che questa volta potesse funzionare e che facesse sul serio.
Non lo dimenticherò mai: ero sul divano dai miei amici, aspettavamo la cena che cuoceva ancora in forno, quando all'improvviso è squillato il mio cellulare. Era Sören! Mi ha chiesto se avessi voglia di partecipare alla registrazione della versione audiodescritta di «Der Vampir auf der Couch» con
Thomas Arnold. Naturalmente ho accettato subito! In quel periodo stava anche nascendo il mio blog.
Sono davvero felicissima di avere al mio fianco il team di speaker-search, un partner così competente e affidabile per la gestione e la produzione delle audiodescrizioni e dei sottotitoli per «Kinoblindgänger»! Hanno sempre un orecchio per le mie tante domande tecniche.
Quali sono esattamente i tuoi compiti come regista?Il mio compito è concentrarmi esattamente sulla voce dello speaker e fare attenzione a due cose: da un lato a una pronuncia comprensibile e corretta, dall'altro alla comprensibilità dei contenuti. Appena qualcosa non mi è chiaro, chiedo. Prima ero piuttosto riservata, ma ormai correggo senza pietà! Così si garantisce che le audiodescrizioni vengano davvero capite da persone cieche come me. È, per così dire, il controllo finale prima della consegna, e lì tutto dev'essere perfetto.
Da aprile 2016 esiste la «Kinoblindgänger gemeinnützige GmbH». Che cosa c'è dietro esattamente e come si può sostenervi?
Con il blog vado al cinema molto più spesso di prima. Così però ho dovuto purtroppo constatare che molti film internazionali non sono ancora offerti in versione accessibile. Mi è venuta allora l'idea di darmi da fare io stessa e ho fondato la mia società. Per la produzione di un film audiodescritto si arriva presto a diverse migliaia di euro di costi, che molti distributori spesso non possono sostenere. Per questo, con il mio progetto e con l'aiuto di donazioni e sponsor, mi impegno per avere più versioni audiodescritte e sottotitoli in lingua tedesca.
Chi vuole aiutarci a rendere accessibili quanti più film possibile può farlo, tra l'altro, tramite la
piattaforma di donazioni «betterplace».
Se potessi esprimere un desiderio, che cosa ti augureresti per il futuro del cinema accessibile?Voglio semplicemente poter andare al cinema come chiunque altro! Fino ad allora c'è ancora molto da fare! Adesso però sono curiosa della premiazione del Deutscher Hörfilmpreis e incrocio le dita per speaker-search, candidata con la versione audiodescritta di «24 Wochen»!
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