Speaker pubblicitario o doppiatore?
Una delle domande più importanti va chiarita subito all'inizio: che cosa intende esattamente chi dice di voler diventare speaker? Il termine «doppiatore» è familiare a molti, ma spesso con esso si intendono profili professionali molto diversi. La differenza tra uno speaker pubblicitario e un doppiatore può non essere del tutto chiara a prima vista, eppure ci sono grandi differenze nel modo di lavorare e nelle competenze richieste.
Un doppiatore (attore di doppiaggio) lavora, come dice il nome, nel doppiaggio cinematografico. In una sala di doppiaggio (studio di doppiaggio) si crea, con l'aiuto della cosiddetta colonna IT, una versione sincronizzata con il labiale in una lingua diversa da quella originale del film. Il mix IT (International Tape) contiene tutti gli elementi non vocali come suoni d'ambiente, rumori, musica ecc. ed è, per così dire, una sorta di base universale per tradurre un film in un'altra lingua. I dialoghi originali vengono quindi registrati in un'altra lingua, (per quanto possibile) in sincrono con il labiale. Così ogni attore riceve una nuova voce. Oltre al doppiaggio degli attori ci sono anche le cosiddette registrazioni di brusio o di massa: possono essere elementi vocali di sottofondo, ma anche effetti speciali come annunci, voci di computer o canto.
La particolarità di una versione doppiata è da un lato la presenza completamente diversa delle voci rispetto a una versione originale, in cui nella maggior parte delle scene il dialogo è stato registrato direttamente sul set. Spesso il parlato in una versione doppiata suona molto più diretto e vicino. Dall'altro lato, con questa nuova combinazione la voce del doppiatore può dare all'attore un carattere in parte diverso. Per questo tra gli amanti del cinema è molto controverso se sia meglio guardare le versioni doppiate o il film in lingua originale con sottotitoli.
La Germania è uno dei «paesi del doppiaggio» del mondo. Come per esempio anche in Francia o in Italia, per quasi ogni film proiettato in Germania si crea una versione sincronizzata con il labiale. Con la popolarità crescente negli ultimi anni di servizi di streaming come Netflix o Amazon e la loro strategia di produrre in proprio film e serie, l'intero settore del doppiaggio vive un vero boom. Molti studi di doppiaggio devono ormai lavorare su doppi turni per consegnare tutti gli incarichi in tempo. In Germania Berlino è l'indiscussa capitale del doppiaggio: solo qui ci sono ormai oltre 200 studi di doppiaggio. Ma il settore è ben rappresentato anche in città come Monaco, Amburgo e Colonia.
Nelle registrazioni di doppiaggio, oltre al doppiatore, in sala ci sono un fonico di doppiaggio, un direttore del doppiaggio e un assistente al doppiaggio (Synchroncutter).
Il fonico di doppiaggio ha il compito di tenere sotto controllo e realizzare tutti i parametri sonori in base all'immagine. Per esempio, a seconda della scena, la prospettiva sonora e la spazialità devono corrispondere all'immagine.
L'assistente al doppiaggio ha già «suddiviso in anelli» il testo prima della registrazione, cioè lo ha diviso in piccole sezioni che formano unità di senso e che lo speaker può realizzare bene. Un cosiddetto take (anello) può essere una sola parola o anche un paragrafo intero. In sala di doppiaggio l'assistente affianca il doppiatore, dando indicazioni su durata e velocità, pause, esitazioni, respiri, movimenti delle braccia e del corpo.
Il direttore del doppiaggio infine valuta la prestazione complessiva ed è responsabile della drammaturgia della nuova versione linguistica.
Da questo modo di lavorare in sala di doppiaggio si capisce forse anche perché nel settore si parli di attore doppiatore e non di semplice «speaker di doppiaggio». In questo lavoro, naturalmente (proprio come davanti alla macchina da presa), il talento recitativo è in primo piano. Spesso sono anche attori piuttosto noti, che per esempio hanno ottenuto una notorietà ancora maggiore diventando l'inconfondibile voce tedesca di una star di Hollywood. E a molti la voce del doppiatore è più familiare del suo lavoro davanti alla macchina da presa. Probabilmente in Germania non c'è nessuno che non conosca le voci di Manfred Lehmann (Bruce Willis), Joachim Kerzel (Anthony Hopkins), Daniela Hoffmann (Julia Roberts), Franziska Pigulla (Gillian Anderson in «X-Files») o Claudia Urbschat-Mingues (Angelina Jolie) (alla fine dell'articolo trovi alcuni esempi audio di noti doppiatori della nostra agenzia).
Il lavoro di uno speaker pubblicitario è fondamentalmente diverso da quello di un doppiatore in sala di doppiaggio. Va detto innanzitutto che usiamo il termine «speaker pubblicitario» soprattutto per distinguerlo da «doppiatore». L'ambito di lavoro di uno speaker pubblicitario non comprende solo la classica pubblicità televisiva o radiofonica, ma anche registrazioni vocali per esempio per video aziendali e industriali, audioguide, messaggi telefonici o servizi televisivi.
Anche il lavoro in studio di registrazione è fondamentalmente diverso da quello in sala di doppiaggio. Spesso lo speaker pubblicitario lavora solo con un fonico, per cui deve decidere in modo molto più autonomo come interpretare il testo. È vero che spesso sono presenti anche i committenti, o collegati per telefono, ma qui uno speaker deve piuttosto «proporre» e capire in che direzione pensa il cliente e come desidera che lo speaker interpreti il testo. Spesso uno speaker pubblicitario ha anche poco tempo per prepararsi alla registrazione, perché molti testi sono definitivi solo all'ultimo minuto. Una delle capacità più notevoli di un buon speaker è quindi saper leggere un testo che non conosce, spesso già al primo take, senza errori, con tempi perfetti e ben accentato, facendo da regista a sé stesso e proponendo subito dopo diverse alternative. A prima vista può sembrare molto pragmatico, ma per esempio è una grande arte leggere il testo di uno spot TV di 20 secondi, spesso molto stretto nei tempi, con accenti perfetti, «centrando il punto» e comunque «tutto d'un fiato». Alla fine sembra che non potesse essere altrimenti, anche se si è lavorato due ore o più alla registrazione di uno spot di 20 secondi.
Come si diventa speaker pubblicitario o doppiatore?
Se si guardano le biografie di diversi speaker professionisti, si capisce presto che non esiste un'unica strada «giusta». Molti doppiatori hanno naturalmente alle spalle una formazione da attore. Ma durante questi studi il parlare davanti al microfono di solito ha un ruolo nullo o molto ridotto. E proprio nel lavoro di speaker pubblicitario ci sono molte cose che a un attore sono inizialmente estranee. Si lavora solo con la voce, altri elementi performativi non esistono, anzi di solito sono d'intralcio. Per esempio, non è consigliabile muoversi troppo davanti al microfono in sala di registrazione, causando rumori indesiderati. Anche la tecnica vocale davanti al microfono è molto diversa dal lavoro sul palco o davanti alla macchina da presa. E far sì che alla fine la registrazione di uno spot suoni «tutto d'un fiato» è un'arte della dizione che si deve imparare da zero.
Spesso ci contattano persone a cui qualche volta hanno fatto i complimenti per la voce e che vorrebbero sapere come si diventa speaker. Dare una risposta generica sarebbe poco professionale, perché a seconda dei presupposti individuali la strada può essere molto diversa.
«Che cosa mi consiglierebbe se ora le chiedessi come posso correre una maratona, anche se finora vado a correre solo di rado e per pochi chilometri?»
Una possibile risposta potrebbe essere: «Devi comprarti un buon paio di scarpe da corsa e iniziare ad allenarti. Ogni settimana qualche chilometro in più. E a un certo punto sarai pronto per arrivare al traguardo di una maratona. All'inizio non conta in che posizione arrivi. E se un giorno vincerai dipende dall'allenamento successivo e forse anche dalla predisposizione personale.»
Lo stesso vale se si vuole diventare speaker professionista. Bisogna essere pronti ad allenarsi molto, senza sapere all'inizio quale sarà il risultato. Per cominciare consigliamo spesso di prenotare lezioni individuali con un coach vocale professionista, che già all'inizio sa valutare se ci sono impedimenti (per esempio problemi logopedici). L'allenamento successivo dipende poi sempre dagli obiettivi personali e dal talento individuale.
Meglio tenersi alla larga da chi promette che alla fine di un corso si sarà in ogni caso speaker professionisti. Affermarlo a priori sarebbe tanto poco serio quanto promettere al corridore interessato alla maratona, all'inizio del suo allenamento, che un giorno vincerà la maratona di Berlino. Bisogna sempre tenere presente che nel settore c'è una grande concorrenza e che ogni cliente si aspetta una professionalità al 100 %.
In ogni caso conviene riflettere prima se interessa di più il mestiere di doppiatore o quello di speaker pubblicitario. Naturalmente ci sono molti speaker che lavorano in entrambi, ma i requisiti – come già descritto – sono molto diversi, e soprattutto all'inizio della formazione conviene seguire prima una direzione.
Ecco una piccola selezione di coach vocali e accademie:
Die Freisprecher (Berlino)
Sito web: die-freisprecher.com
Coach vocale Richard Gonlag (Berlino)
Sito web: richard-gonlag.de
Coach vocale Susanne Hauf (Berlino)
Sito web: mietcoach.berlin
Akademie für professionelles Sprechen (Berlino)
Sito web: mikrofonsprechen.de
Die Schule des Sprechens (Vienna)
Sito web: sprechen.com
Bildungszone (Vienna)
Sito web: bildungszone.at
Nel doppiaggio c'è inoltre la particolarità che molti grandi studi di doppiaggio offrono anche casting aperti. Consigliamo però sempre di esercitarsi un po' prima e di non presentarsi impreparati a un casting del genere. Certo esistono anche talenti naturali, ma in generale è soprattutto la pratica a rendere maestri!
Una cosa vogliamo chiarirla alla fine: con questo articolo non vogliamo scoraggiarti, ma piuttosto incoraggiarti. Poiché però non parliamo di un hobby ambizioso ma di una professione artistica, devi essere assolutamente consapevole fin dall'inizio che servono moltissimo impegno e perseveranza. La ricompensa è un mestiere che può dare molta gioia e varietà. E che – bisogna dire anche questo – in un contesto professionale offre buone possibilità di guadagno. Se tutto questo non ti spaventa, poniti come obiettivo i primi 5 chilometri e preparati a tagliare il tuo primo traguardo dopo 42,195 chilometri!
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